Qual è il nostro ritratto interiore?

Qual è il nostro ritratto interiore?

winter path

La descrizione del nostro mondo ha inizio con un’immagine simbolica.

Immaginate, nella vostra mente, una stella a sei punte, come la stella di Davide, formata da due triangoli equilateri, uno con un vertice verso l’alto, il secondo con un vertice verso il basso. Al centro di questa stella vi è un punto.

Come quasi tutti i simboli, parla di noi.

Esso raffigura, tra molte altre cose, la fusione di tutti i nostri aspetti:

  • La personalità, il triangolo con un vertice verso il basso.
  • L’Anima, il triangolo con un vertice verso l’alto.
  • La nostra scintilla divina originaria, detta anche la Monade, il punto al centro.

 

Osserviamo, per prima cosa, il triangolo della nostra personalità.

I suoi tre lati ci indicano i tre corpi da cui è costituita o, per meglio dire, i suoi tre centri di coscienza: il corpo fisico, il corpo emotivo e il corpo mentale.

Il corpo fisico, a sua volta, è formato dal corpo fisico denso (l’unico che conosciamo bene) e da quello fisico eterico, il corpo energetico in cui troviamo i chakra.

 

Il corpo emotivo (detto anche corpo astrale) è quello cui abbandoniamo la nostra coscienza quando ci addormentiamo. Nel sonno può rimanere compenetrato a quello fisico, ma può anche viaggiare altrove, nel cosiddetto piano astrale, in sogni lucidi che ci conducono a fare esperienze in mondi lontani; esperienze di cui possiamo mantenere memoria al risveglio oppure no.

Tante persone hanno fatto conoscenza del corpo emotivo durante le cosiddette esperienze di pre-morte. Si sono trovare a guardare il loro corpo fisico inanimato dall’esterno e, sovente, dall’alto. La loro coscienza si era spontaneamente recata nel corpo emotivo.

Altre persone sono in grado di spostare, volontariamente e consapevolmente, la loro coscienza nel corpo emotivo: sono i cosiddetti viaggiatori astrali, che possono muoversi a volontà nel piano emotivo. Tra di essi troviamo, non soltanto mistici ed esoteristi, ma anche… spie del governo americano che, dagli anni ’80, hanno fatto parte di programmi di addestramento allo scopo di osservare a distanza obiettivi militari nemici.

 

A un livello più “sottile” del corpo fisico, e anche dello stesso corpo emotivo, troviamo il corpo mentale (che non dobbiamo immaginare come un vero corpo, ma piuttosto come un centro di luce e consapevolezza).

Esso è ciò che gli psicologi chiamano “la mente”.

Qual è il rapporto tra la mente e il cervello?

Per i biologi più tradizionali, la mente è solo l’attività del cervello fisico. Se “spegniamo” il cervello, la mente non esiste più.

Per gli esoteristi e i biologi più innovativi, la mente si estende ben oltre il cervello.

Come comprendere questo strano concetto?

Forse, attraverso un oggetto che abbiamo tutti nelle nostre case: la televisione.

Immaginate di essere tornati bambini e di guardare, per la prima volta, i cartoni animati in televisione.

Probabilmente pensate che i cartoni animati si trovano solo dentro il televisore. Dopotutto, voi lo accendete ed essi appaiono, lo spegnete ed essi scompaiono. Rompete la televisione con un pallone (siete dei bambini, giusto?)… e niente più cartoni.

Ma ora, tornati adulti, sapete che le cose non stanno esattamente così.

La televisione è il ricevitore finale delle trasmissioni, che però hanno origine fuori di esso.

Esse nascono in lontane stazioni televisive e vengono trasmesse, attraverso il campo elettromagnetico terrestre, per mezzo di numerosissimi ripetitori, verso milioni di televisori, anche a grande distanza.

Il cervello è la macchina della mente, il suo televisore.

I pensieri si trovano anche nel cervello, ma non esclusivamente lì.

Essi circolano liberamente nel vasto piano mentale, dove le nostre menti, inconsapevolmente telepatiche, comunicano a distanza.

La nostra mente, come una spugna dentro l’acqua, si imbeve in questo modo dei pensieri, delle convinzioni, delle ideologie appartenenti al nostro gruppo familiare, sociale, nazionale.

Essa poi trasferisce i pensieri nel nostro cervello fisico, come i segnali elettromagnetici diventano suoni e immagini dentro il televisore di casa nostra.

In questo modo si spiegano i fenomeni telepatici che tanto spesso sono stati registrati nella storia recente dell’umanità.

Si tratta di comunicazioni che sarebbero impossibili in un mondo di cervelli separati, ma che sono addirittura inevitabili in un piano mentale in cui i corpi mentali (le menti degli uomini) sono perennemente in contatto, anche a grande distanza.

 

Ora che abbiamo fatto la conoscenza con i tre centri di coscienza che formano la nostra personalità, chiediamoci: il nostro triangolo è equilatero, isoscele o scaleno?

Fuor di metafora, fino a che punto abbiamo sviluppato e integrato i tre corpi della nostra personalità?

Fino a che punto abbiamo soddisfatto i nostri bisogni fisici e i nostri desideri, i sentimenti del corpo emotivo, oltre alla nostra mente?

Ognuno di questi tre centri di coscienza ha il suo ruolo, che va compreso e rispettato se vogliamo vivere nella gioia, armoniosamente, come individui pienamente realizzati.

Il corpo fisico ci segnala i nostri bisogni: un giusto ritmo di attività e riposo, quando mangiare e che cosa, l’attività sessuale più soddisfacente per noi. È sufficiente ascoltarlo e rispettare i suoi suggerimenti.

Il corpo emotivo ci chiede di imparare a connetterci con i nostri sentimenti, per vivere delle relazioni con chi ci è più vicino che partano dai caldi affetti del cuore.

Il corpo mentale ci fornisce il buon senso e la razionalità che servono a dirigere la nostra vita con discernimento.

 

Il mio percorso evolutivo è iniziato, per esempio, quando mi sono reso conto che vivevo uno stato di disequilibrio poiché avevo sviluppato in maniera esagerata il mio corpo mentale e, di conseguenza, la mia emotività ne aveva risentito, era rattrappita, come anestetizzata.

Non riuscivo più a connettermi con i miei sentimenti, a entrare in relazione con chi mi circondava con il cuore, oltre che con la razionalità.

Da allora, le cose sono molto cambiate, mi sono riavvicinato al mondo del cuore e una larga parte del mio percorso è rivolta a vivere insieme ad altri una piena integrazione dei nostri bisogni fisici, dei nostri desideri emotivi e della nostra realizzazione intellettuale.

Solo dallo sviluppo armonioso di tutti e tre gli aspetti della nostra personalità il fiore della felicità potrà sbocciare nella nostra vita.

 

Un’altra parte del sentiero che propongo è indirizzata a costruire un ponte tra il triangolo inferiore (la personalità) e quello con un vertice rivolto verso l’alto (l’Anima).

Questo ponte si chiama Ponte Arcobaleno (in sanscrito, Antahkarana).

Ma questa, come si usa dire, è un’altra storia e ve la racconterò in seguito.

 

 

 

 

 

 

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