Il Tormento e il Trionfo dello Scorpione

Il Tormento e il Trionfo dello Scorpione

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Hai mai guardato un essere umano dello Scorpione con attrazione, mista a curiosità a a cautela?
Vorresti sapere qualcosa di più di questo segno affascinante? Desideri imparare a relazionarti meglio con le persone influenzate da questo segno?
Allora leggi questo articolo e forse scoprirai che siamo tutti un po’ scorpioni…

Ma chi è realmente lo Scorpione, il segno più enigmatico dello zodiaco?
Può essere chiamato in molti modi: l’alchimista dello zodiaco, il trasformatore dei lati ombra, il tormentato delle stelle e così via.
Forse ciò che può chiarire meglio i suoi lati ombra è un’antica fiaba: l’amara storia della rana e dello scorpione.

In un tempo lontano, uno scorpione doveva attraversare un torrente, ma temeva di affogare.
Mentre si tormentava nel dubbio, scorse poco distante una rana e le fece una proposta: “Ti prego, portami di là del fiume, sulle tue spalle e te ne sarò eternamente riconoscente”.
La rana ribatté, preoccupata: “Io lo farei volentieri, ma come posso sapere che non mi ucciderai, colpendomi a tradimento con il tuo pungiglione?”
“Non lo farei mai”, ribatté rassicurante l’aracnide, “se lo facessi, morirei anch’io, affogando nel fiume”.
Convinta dalla logica stringente dello scorpione, la rana acconsentì.
A metà del fiume sentì un’imprevista puntura: la coda dello scorpione.
Mentre morivano entrambi, affondando nelle acque, la rana chiese, con un filo di voce, allo scorpione: “Perché l’hai fatto? Ora ci aspetta la morte”.
E lo scorpione, di rimando: “Mi dispiace, ma che vuoi farci… È la mia natura.”

È proprio questo il problema dello Scorpione e la chiave per raggiungere il suo trionfo: il continuo tormentarsi, la sua caratteristica rielaborazione interiore.
È un segno d’acqua, ma rischia costantemente di affogare nelle sue liquide emozioni.
Cerca la relazione con gli altri, ma tende ad avere la memoria lunga per le offese subite (reali o immaginarie) e a nutrire velenosi rancori.
Osserva i suoi lati ombra, i suoi limiti (come il non saper nuotare), ma non riesce a trovare una soluzione.
Facilmente ferisce se stesso e i suoi simili attraverso le proprie emozioni negative.
Cerca di non farlo, di essere logico, di osservare i suoi sentimenti razionalmente senza farsene coinvolgere… Ma che volete farci, è fatto così, è la sua natura.

Come questa sfida è raffigurata nella saga delle fatiche di Ercole?
Con l’episodio dell‘idra di Lerna.
Il mostro dalle nove teste, viveva in una palude, oscura e maleodorante, che sembrava costituita da tutti i pensieri nefandi e dalle emozioni mefitiche create, sin dalla notte dei tempi, da noi esseri umani.
Pareva immortale, poiché se le tagliavi una testa, ne crescevano due al suo posto.
A ogni assalto di Ercole, ogni volta che l’eroe la decapitava, lei diveniva più forte.
Indebolendosi sempre di più, Ercole iniziava a cadere nella disperazione; ma a un tratto si ricordò di una frase dettagli dal suo maestro: “Noi ci eleviamo inginocchiandoci; conquistiamo arrendendoci; guadagniamo donando. Va e conquista, figlio di Dio e dell’uomo”.
Colto da questa ispirazione s’inginocchiò e sollevò in alto l’idra, nell’aria tersa e alla luce del sole.
L’idra iniziò ad agitarsi nei tormenti e gradualmente, priva del suo abituale ambiente malsano, avvizzì completamente.

Il nove è un numero che indica completezza di un ciclo.
Qui può significare l’insieme di tutte le tendenze egoistiche e separative, che esistono in ognuno di noi, e che lo scorpione, l’alchimista divino, è chiamato a osservare e a trasformare.
Come operavano gli antichi alchimisti? Cercavano di trasformare il piombo in oro, un metallo più nobile, ma dal peso molecolare molto vicino al primo.
Non tentavano di cambiare l’elio o l’ossigeno in oro. Sceglievano due sostanze differenti, ma molto vicine tra loro.
Che cosa insegna questo a noi, moderni alchimisti dei nostri lati ombra?
Che ciò che consideriamo vizio e ciò che chiamiamo virtù sono aspetti della nostra coscienza molto prossimi tra loro.
Il difetto che ci tormenta non è altro che una qualità della nostra personalità portata all’estremo e deformata in una caricatura. È quindi possibile riequilibrare questa nostra stortura, osservandola in noi, accettandola e agendo per trasformarla.

Inizialmente, l’essere umano influenzato dallo Scorpione (ma, in misura minore, anche quello condizionato da altri segni) proietterà la colpa del suo risentimento, della sua rabbia, del suo tormentarsi, sugli altri.
Il rancore e il risentimento sono il suo Guardiano della Soglia.
In seguito, con sgomento, il nostro Scorpione riconoscerà che queste emozioni negative esistono in realtà in lui e avvelenano costantemente i suoi rapporti umani.
Infine cercherà di dissolverle in vari modi.
Proverà con la repressione, sviluppando nevrosi e disturbi, sia psicologici, sia fisici.
Tenterà con delle tecniche per la liberazione della sua rabbia, sfogandosi, ma nel contempo ferendo, chi gli sta vicino.
Infine, comprenderà che i suoi lati ombra vanno semplicemente portati alla luce dell’Anima. Vanno fatti morire di fame e di sete, smettendo di alimentarli con i propri pensieri ossessivi e le proprie emozioni oscure.
Il nostro mondo interiore dev’essere invece nutrito di luce, di amore, di comprensione, di innocuità.
Solo così l’alchimista dello zodiaco potrà completare la propria opera salvifica senza soccombere e senza far del male ad altri.
Esercizio

È scontato che il nostro alchimista, specializzato nell’opera al nero, debba meditare e rielaborare dei temi profondi.
Ma a quali dare la precedenza?

Per esempio, dal 22 luglio al 21 agosto, durante il segno del Leone, al tema dell’individualismo e dell’egocentrismo.
Quanto della tua mania di persecuzione e dei tuoi risentimenti deriva dall’idea di essere al centro del mondo, fratello dello Scorpione?
Concentrati, tanto per cambiare, sulla qualità del distacco (dai problemi della tua personalità) per mezzo del decentramento dalla percezione della tua importanza.

Ancora, dal 21 gennaio al 19 febbraio, nel periodo dell’Acquario, pensa un po’ di più a come mettere in atto, nella tua concreta vita di relazione, il Servizio altruistico.
Chi potresti aiutare intorno a te? In che modo? Con quali azioni concrete?
Queste attività, che ti conducono verso l’estroversione, potrebbero aiutarti a riequilibrare la tua tendenza a concentrarti eccessivamente sui tuoi piccoli e grandi problemi.

Infine, durante tutto l’anno, renditi ricettivo all’energia del Toro, il tuo opposto sulla volta celeste.
Quali attributi di questo segno potresti integrare nella tua vita?
Una maggiore serenità nel “ruminare” i temi del cibo, del sesso, della ricchezza materiale, nella tua vita?
La capacità di godere tranquillamente di ciò che hai, senza farti troppe masturbazioni emotive e mentali?
La volontà taurina di raggiungere un obiettivo cui aspiri da tanto tempo, attraverso una carica ben diretta e irresistibile?
Decidi tu, ma inizia a farlo fin da subito.

PS: Vuoi conoscere di più del percorso di vita legato al tuo segno e al tuo ascendente?
Allora vai alla pagina Libri del sito e troverai la presentazione del mio libro Le Melodie dell’Anima.
Ascoltati interiormente e, se percepisci che ti può essere utile, acquistalo e leggilo. Se avrai commenti e domande sarò lieto di scambiare qualche opinione con te.

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