Il Dialogo con l’Avatar

Il Dialogo con l’Avatar

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Hai mai avuto tante cose da dire a una persona importante della tua vita e non potevi farlo?
Questa persona potrebbe essere tuo padre, tua madre, un partner di vita o una ex.
Spesso è una persona del sesso opposto al tuo.
Generalmente è viva, ma potrebbe anche essere morta.

Perché non riesci a dirle ciò che ti pesa sul cuore?
Hai paura del suo giudizio o di essere rifiutata?
Temi che potrebbe risentirsi o addolorarsi per le tue parole o sai con certezza che lo farà?
Senti che ciò che diresti potrebbe aprire tra voi un baratro fatto di rabbia, risentimento, rancore?
Sai però che ci sono troppe questioni irrisolte tra voi per restare in silenzio?

Allora ti propongo un gioco, che gioco non è: il dialogo con l’avatar.
Che cos’è un avatar?
Secondo l’induismo, è un’essere divino che infonde di sé un involucro umano.
Secondo il film di James Cameron (Avatar), è un essere artificiale infuso della coscienza di un essere umano.
In questo caso, è un oggetto che rappresenta per te la persona con cui vuoi parlare.
Può essere un bambolotto, un’immagine, un oggetto o un indumento appartenuto a questa persona o che lei ci ha regalato.
Con esso inizierai delle conversazioni nelle quali esprimerai tutte le emozioni disturbanti, ogni sentimento tormentato che provi nella tua relazione.

Non aver fretta: un singolo colloquio non sarà sufficiente.
Questo rituale interiore di coppia ti accompagnerà per un minimo di tre incontri e un massimo… non definito (deciderai tu quando il rito sarà compiuto).

Inizialmente sentirai che emergeranno le emozioni più violente.
Potrai vivere delle esplosioni di rabbia, accompagnate da lacrime e accuse verso tuo padre, tua madre o il tuo partner (elenco qui le più probabili controparti dell’avatar che hai creato).
Senti che il genitore del sesso opposto al tuo non ti ha mai amato, accettato, apprezzato per ciò che eri?
Ritieni che il tuo genitore del tuo stesso sesso ti abbia rifiutato?
Percepisci che il tuo partner non si sforzi mai di capire il tuo punto di vista, la tua sensibilità, i tuoi sentimenti?
È il momento di sfogare tutto quello che emerge dentro di te. Non trattenere nulla per il timore di distruggere la tua relazione, già pericolosamente incrinata.
Lascia emergere ogni cosa che ti opprime:: sei in uno spazio protetto e puoi urlare, tirare pugni al cuscino, rompere piatti per terra senza compromettere il tuo rapporto.

Quanto tempo e quante sessioni saranno necessarie per tirare fuori tutto ciò che ti disturba?
Per esperienza, non meno di due o tre incontri.
Poi qualcosa cambierà.
Che cosa?
Otre il velo della rabbia, inizierai a sentire le ferite e le paure della tua bambina (o bambino) interiore.
Sarai più consapevole della tua paura di essere rifiutata o abbandonata dalla persona con cui ti stai confrontando.
Sentirai la fragilità che deriva dal timore di non essere degno di amore, di non “meritarti” l’affetto, il rispetto e le attenzioni di chi ti è vicino.

Una volta passata (non completamente, ma in misura sufficiente) questa seconda fase, di commiserazione, dai la possibilità di aprirti alla terza fase.
Questa si trova oltre l’egocentrismo della rabbia, della paura e della commiserazione, che ci conducono a essere quasi totalmente centrati in noi stessi e sui torti subiti.
Ora entri nella fase della percezione dell’altro.
Ti aprirai al suo punto di vista, al suo modo di sentire la vostra relazione, al suo mondo interiore.

Inizialmente in modo quasi inavvertibile, poi sempre più intensamente, sentirai che l’avatar esprimerà la rabbia, le ferite, i punti di vista della persona che rappresenta.
Non pensare di stare impazzendo. Non chiuderti davanti a queste percezioni. Lasciale arrivare a te, accoglile, fatti pervadere da queste emanazioni telepatiche, insieme mentali ed emotive.
Sono il prezioso frutto del rituale del dialogo con l’avatar.
Potrai ora ascoltare la voce di tuo padre, di tua madre, di compagni e compagne di vita, che ti raccontano la loro parte della storia.
Una storia in cui forse anche loro hanno sofferto: in cui potrebbero essersi sentite vittime delle circostanze e di te.
Sì, proprio di te e delle tue aspettative, delle tue richieste nei loro confronti, a volte espresse a parole, più spesso manifestate con gli atteggiamenti.
Erano richieste di affetto, amore, sostegno che forse loro non erano in grado di soddisfare nel modo in cui tu avresti voluto.
Questo può condurre a sofferenza per entrambi e a un rapporto tra vittime, anziché tra persone realizzate.
Oppure, chissà, potrebbe emergere tutt’altro da questo colloquio con l’avatar: una vicenda completamente diversa in cui avete giocato ruoli differenti.
Lasciati sorprendere dalle comunicazioni che giungono a te: non cercare di prevederle, di pilotarle o influenzarle in qualche modo con le tue aspettative.
A mano a mano che procedi nel dialogo, accetta come un dono inaspettato ciò che percepirai: dispiaceri, sofferenze, ma anche dolcezza e amore sincero, espressi in modi sbagliati.
Più lascerai emergere il punto di vista dell’avatar e lo ascolterai, completamente e senza giudizio, più sentirai che stai entrando nel mondo della comprensione amorevole.

È uno stato di coscienza in cui ti permetti di sentire le grandezze e le miserie dell’altra persona, amandola ancora di più per le cose buone (tante o poche) che è riuscita a fare nonostante i suoi attuali limiti.
Lascia che questo processo di armonizzazione interiore prosegua: non interrompere le sessioni troppo presto perché sentire queste cose ti fa troppo male o ti impaurisce.
Più lo conduci a compimento, più la rabbia si dissolverà e sarai in grado di relazionarti a livello fisico, emotivo e mentale con la persona reale, raffigurata dal tuo avatar.
Fallo adesso, quando tuo papà, tua mamma o il tuo partner sono ancora a disposizione.
Non perdere questa opportunità che il dialogo con l’avatar ti porge con un sorriso (vedrai che anche l’espressione del simulacro che adoperi si trasformerà).
Noterai che la tua capacità di esporre, a lui o a lei, i temi che ti stanno a cuore, con atteggiamento costruttivo e giusta parola, è molto migliorata.
Sarai meno centrato in te stesso e più disponibile a percepire i moti interiori di chi ti è vicino.

E se i tuoi genitori non sono più con te? Se il tuo lui o la tua lei hanno ormai preso strade diverse dalla tua?
Svolgi ugualmente questo dialogo: rappresenta il modo migliore di lasciarli andare al loro percorso, in questo o in altri piani di esistenza.
Noi a volte viviamo per molto tempo insieme al fantasma di chi non è più con noi: genitori deceduti, partner che hanno preso strade diverse.
Il dialogo con l’avatar ci offre un modo per salutarli nel modo più sereno possibile e aprirci a nuove esperienze.
Non portiamo con noi i fardelli di vecchie relazioni nelle nuove o rischieremo di replicare schemi ormai stantii.
Potremmo rivivere gli stessi drammi con protagonisti differenti.
Il dialogo con l’avatar ti aiuterà a guardare la vita con occhi nuovi e propizierà esperienze di livello più elevato.

Che cosa aspetti?
Scegli un avatar appropriato e inizia la tua conversazione.

 

Questo articolo ti è piaciuto? Hai domande, dubbi, perplessità? Postale nello spazio dei commenti e potremo approfondire insieme tanti temi che ti stanno a cuore.

L’illustrazione dell’articolo è di Elena Corsi, artista e consulente per mezzo delle energie angeliche. Vuoi conoscere meglio ciò che propone? Puoi andare a trovarla qui.

Un saluto e un abbraccio

Francesco

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